Negli anni settanta, alla Trattoria da Vito di Bologna, si ritrovavano spesso numerosi artisti attivi in quegli anni (e per fortuna, alcuni attivi ancora oggi). Non credo che si siano mai trovati tutti insieme come nel mio disegno, però tutti quelli qui raffigurati sono passati da lì almeno una volta. Colgo l’occasione per lanciare una piccola sfida: sapete individuarli tutti?

Trattoria da Vito - Bologna
Trattoria da Vito – Anni Settanta o giù di lì.

Aggiornamento 11 maggio 2019

Andiamo a svelare i nomi dei presenti.

In primo piano, attorno al tavolo, abbiamo Fabrizio De André, più o meno al centro della scena; alla sua sinistra, con la chitarra, Francesco Guccini; quindi, in piedi, Lucio Dalla e Roberto Vecchioni, con la chitarra. Con una mano sulla spalla di Roberto Vecchioni c’è Claudio Lolli.

Alle spalle di questo primo gruppo vediamo Gregoy Corso, in piedi, subito dietro Roberto Vecchioni; alle sue spalle, sempre in piedi, Ron; dietro Lucio Dalla c’è un altro tavolo dove troviamo Franco Bonvicini, in arte Bonvi; Guido De Maria e Roberto Raviola, altrimenti noto come Magnus.

Alle spalle di Bonvi, in piedi mentre indica il tavolo principale, c’è Roberto Benigni, seduto di fanco a lui c’è David Riondino e alle spalle di quest’ultimo Pierangelo Bertoli.

Il tavolo alle spalle di Fabrizio De André è composto da Fernanda Pivano e Giovanna Marini (quest’ultima si volta verso di noi). Tra le donne c’è Paolo Pietrangeli; il quarto componente del tavolo è Ivan Della Mea.

Altro tavolo contiguo, subito alle spalle di Paolo Pietrangeli, vede Umberto Eco e Stefano Bonaga.

Alle spalle di Pierangelo Bertoli, da destra verso sinistra abbiamo Gaetano Curreri, Luca Carboni e Augusto Daolio.
Infine troviamo il gruppo in piedi. Da sinistra verso destra: Giorgio Gaber, Paolo Conte, Enzo Jannacci, Deoborah Kooperman, Caterina Caselli, Bruno Lauzi, Andrea Pazienza e Marina Comandini.

E non dimentichiamo i due personaggi a sinistra, un po’ nascosti dalla parete in ombra. Si tratta di Andrea Roncato e Gigi Sammarchi.

Molti altri sono passati da qui, forse qualcuno di quelli che ho disegnato non c’è mai stato, ma avrebbe potuto/dovuto/voluto esserci.

Alcuni sono già in un posto migliore, chissà quante serate a base di chitarra e vino stanno passando insieme.