Nelle intenzioni, dovrebbe essere un fumetto non necessariamente umoristico, ma a tratti malinconico e ironico (il sottotitolo recita, appunto, fumetto malincoironico). I modelli di riferimento sono sostanzialmente due: da una parte Doonesbury, per la capacità di raccontare la realtà americana partendo dalle vicende quotidiane di un gruppo di persone comuni; dall’altra il nostrano Bobo di Sergio Staino, con la differenza che il mio protagonista non è così politicizzato ma vive come può il proprio tempo.
Il titolo della serie è Lupus Fabulo, un nome che ricorda il detto latino “lupus in fabula”, ovvero un personaggio che capita a proposito quando si parla di lui. Insomma, un personaggio di fantasia ma ben calato nella realtà italiana, con tutti i dubbi e le incertezze che il periodo che stiamo vivendo si porta dietro.

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