Quella che trovate in queste pagine è solo l’ultima versione di Lurko il porko mannaro. Il progetto originario, che risale ormai al 1999 (praticamente nel secolo scorso), prevedeva la pubblicazione di brevi storie di 14 pagine in formato ultra-tascabile, 10×14 cm. A quel tempo avevo messo in piedi una minuscola etichetta editoriale chiamata Hidalgo edizioni. Fu così che, con molta fatica, riuscii a vendere qualche centinaio di copie dei primi due episodi del mio amico mangia-parmigiana.

Purtroppo le difficoltà legate alla gestione di una casa editrice mi portarono alla sofferta decisione di interrompere le pubblicazioni, lasciando inedito e incompleto il terzo episodio previsto. Solo due anni dopo, superati anche alcuni “impegni familiari” (nel frattempo ero diventato papà), iniziai la pubblicazione su internet dell’intera serie, con l’aggiunta degli episodi rimasti inediti in precedenza.

L’incontro con la casa editrice Lilliput mi diede nuovo slancio e, pieno di entusiasmo, partii con la produzione di nuove storie della durata di ben 48 tavole. Un impegno non indifferente per chi fa fumetti come secondo lavoro. Il progetto prevedeva la realizzazione di due episodi lunghi all’anno ma, dopo il primo, dovetti abbandonare per vari motivi. Il lavoro di grafico mi impegnava troppo tempo per potermi dedicare anche ai fumetti, così rallentai la produzione, fino a fermarmi del tutto.

Dopo circa un anno di inattività decisi di chiudere anche il sito. La stagione di Lurko sembrava finita per sempre. Poi, per fortuna, molte delle situazioni che mi avevano mandato in crisi si sono risolte e, insieme ad esse, ho cominciato a ripensare al mio amico di carta e di pixel. Rivedendo a distanza di tempo le prime storie non ero più soddisfatto dei disegni, così ho deciso di ridisegnare e parzialmente riscrivere l’intera serie. Anche il formato è cambiato. Dalla composizione della tavola a due vignette, tipica dei fumetti neri italiani degli anni ’70, sono passato alla striscia.

Con questo nuovo formato sono riuscito a sostenere per cinque anni, senza troppi sforzi, il ritmo produttivo di una striscia alla settimana, che poi è anche la cadenza con cui veniva aggiornato il sito.

Dal 2010 le storie di Lurko sono diventate più rarefatte per lasciare spazio ad altri progetti fumettistici. Ma presto la notte sarà di nuovo solcata da un roboante rutto mannaro. Burp! Riecco Lurko in azione!


Primo numero

Questa è la copertina del primo numero di “Storie di un porko mannaro”, la collana a fumetti della Hidalgo che ospitava le avventure di Lurko. Il formato era molto piccolo (10×14 cm) e qualcuno mi criticò per il prezzo che non era altrettanto piccolo, in rapporto al numero di pagine. Di lì a poco l’avvento dell’euro avrebbe vanificato ogni possibile contestazione di questo tipo, ma il mio albetto non avrebbe fatto in tempo a vederlo (sigh!).

Le 250 copie che riuscii a vendere di questo albo mi sembrano un vero miracolo di questi tempi. Provate a chiedere a chi ancora si arrischia negli ardui terreni dell’autoproduzione come se la passa…

La prima trasformazione

In questa vignetta c’è la prima trasformazione di Gigi Rachitico in Lurko. Nella nuova versione ho cambiato un po’ le battute, ma la sequenza è rimasta sostanzialmente la stessa. L’espressione di stupore di Anselmo – consentitemelo – ricordava un po’ troppo quella di un antipatico nanerottolo…


Secondo numero

Nel secondo albo della serie il “fenomeno Lurko” cominciava ad essere conosciuto nella cittadina immaginaria dove sono ambientate le storie. Flora è così infastidita dalle attenzioni del suino che decide di rivolgersi ad un investigatore.

Nelle intenzioni non volevo fare una parodia di Dylan Dog. Qualcuno poteva giustamente pensare che si trattava dell’ennesima reinterpretazione dell’indagatore dell’incubo; a me, invece, piaceva l’idea di giocare con un personaggio un po’ sfigato che vorrebbe essere Dylan Dog ma non ci resce.

Lurko contro Dino Mastino

L’esito dell’indagine sarà disastroso e Flora, delusa dall’indagatore, comincerà a provare una qualche forma di attrazione per Lurko.
L’inadeguatezza dell’indagatore dell’inaccettabile è rimarcata anche dalla presenza di un assistente che non ha nulla a che spartire con l’umorismo surreale di Groucho Marx, trattandosi di un sosia di Alvaro Vitali.


Terzo episodio

Il terzo episodio vedeva la comparsa, in forma caricaturale, di uno dei miei cantautori preferiti. Nella storia mi divertivo a parodiare una canzone di Paolo Conte dal testo piuttosto ermetico. Per l’occasione il Biliardo del Balordo assumeva la caratteristica di un vero e proprio club privato dove si tengono concerti e si possono fare due chiacchiere tra amici. L’esatto contrario della maggior parte dei locali che si possono frequentare nella realtà, ma questa è un’altra storia.


La copertina del quarto episodio

Per il quarto episodio: voilà, la magia del technicolor! Solo per la copertina, però. Il ritorno di Lurko su carta venne affidato ai tipi della Lilliput edizioni, una piccola ed agguerrita etichetta. La lavorazione dell’albo fu piuttosto lunga, non mi ero mai cimentato con un racconto di 48 tavole. Infatti non riuscii a tenere il ritmo e, d’accordo con l’editore, decisi di non proseguire la serie.

Le origini del suino

La storia contiene anche una piccola chicca: le origini di Lurko narrate in flashback in un incubo di Gigi. Il riferimento al morso di un ragno radioattivo subito da un noto arrampicamuri è evidente. La presenza di alcune melanzane, che poi si scopriranno essere contaminate, fornirà la spiegazione “scientifica” della trasformazione.

E questo è tutto per quel che riguarda la prima serie di Lurko. Dopo questa storia ho scritto un paio di sceneggiature che sono rimaste inedite per diverso tempo. Tutto questo materiale è rimasto conservato tra le mie carte per poi essere riutilizzato nella nuova serie.